PATRONATO ACLI. L’assegno al nucleo familiare: assegno di vedovanza

PATRONATO ACLI. L’assegno al nucleo familiare: assegno di vedovanza

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L’assegno al nucleo familiare ai titolari di pensione viene erogato direttamente dall’INPS unitamente al rateo di pensione, ma l’erogazione non è automatica, serve la domanda.
Quest’ultima può essere inoltrata all’INPS o al momento del pensionamento o in un momento successivo a seconda del momento in cui si possono far valere i requisiti.
Non serve inoltrare una nuova domanda ogni anno, ma ogni anno si debbono comunicare i propri redditi mediante il RED.
La legge prevede che l’assegno per il nucleo familiare può essere erogato a nuclei composti da una sola persona ma solo se questa è titolare di una pensione ai superstiti da lavoro dipendente o è orfano minorenne o una persona impossibilitata a svolgere proficuo lavoro.
Dopo la Sentenza della Corte di Cassazione n. 7668 del lontano 1996, è pacifico che il coniuge superstite inabile rientra tra i possibili beneficiari: può ottenere l’assegno al nucleo, assegno di vedovanza, anche in assenza di altri contitolari della reversibilità.
L’assegno di vedovanza non spetta per il semplice fatto di essere vedovi, ma spetta se si possono far valere i requisiti di seguito indicati:

  • titolarità di una pensione ai superstiti da lavoro dipendente (settore privato o pubblico). Sono escluse le reversibilità dei lavoratori autonomi (SR, SoArt, Socom).
  • essere inabili a proficuo lavoro. La valutazione spetta ai sanitari dell’INPS ma se si è in possesso di verbali delle Commissioni di invalidità civile con riconoscimento di accompagnamento o di invalidità civile, si è esonerati da visite c/o uffici sanitari dell’INPS;
  • possedere redditi inferiori al limite annualmente determinato. Per il periodo 1/7/2017 – 30/06/2018.

Per i redditi fino a 27.889,67 spetta un assegno mensile di € 52,91, da 27.889,68 a 31.296,62 l’assegno mensile è di € 19,59, invece, per i redditi superiori a 31.296,62 non è previsto nessun assegno familiare.
L’assegno spetta dal momento in cui si presenta la domanda ma, se si possono far valere i requisiti, si possono ottenere gli arretrati fino a 5 anni.

 

Fonte: PATRONATO ACLI