martedì 23 gennaio 2018
Tags Posts tagged with "news"

news

5

Per chi collabora con società sportive dilettantistiche esistono tre soglie di tassazione: fino a 10.000 euro, sopra i 10.000 ma sotto i 28.158,28 euro, sopra i 28.158,28 euro.

I compensi annui pari o inferiori a 10.000 euro (soglia elevata dai precedenti 7.500 euro dalla Legge di Bilancio 2018) derivanti da attività sportiva dilettantistica non costituiscono in alcun modo reddito imponibile, e di conseguenza sono esenti da qualunque forma di tassazione, sia ordinaria che sostitutiva.

Se si superano i 10.000 euro ma non si oltrepassa la soglia di 28.158,28 euro, è prevista l’pplicazione di una ritenuta alla fonte pari al 23% a titolo di imposta sulla quota di compenso eccedente i 10.000 euro.

Ipotizzando quindi che un atleta non professionista abbia percepito 12.000 euro per alcune sue prestazioni, la società sportiva tratterrà dalla sua paga, per poi versarli all’erario, 460 euro, vale a dire il 23% dei 2.000 euro che eccedono la soglia esente dei 10.000.

Vi è infine un terzo livello di tassazione che sfocia direttamente nelle imposte ordinarie e scatta nel momento in cui i compensi erogati superano il limite di 28.158,28 euro.

 

FONTE: ACLI NAZIONALI

4

L’assegno sociale è una prestazione assistenziale legata a condizioni economiche disagiate e al compimento di un’età minima e la L. 335/1995 che lo ha istituito indicava come requisito anagrafico minimo, il compimento del 65° anno di etàquesto fino a tutto il 2012.

Il decreto Salvaitalia ha previsto per il 2018 l’aggancio dei requisiti anagrafici per le prestazioni pensionistiche ed assistenziali all’incremento dell’aspettativa di vita e l’aumento di 1 anno del requisito per l’assegno sociale. Quest’anno dunque potranno avere liquidato l’assegno sociale solo coloro i quali possono far valere almeno 66 anni e 7 mesi.

Così sono cambiati negli anni i requisiti per accedere alla prestazione:

  • Dal 01/01/1996 al 31/12/2012 65 anni
  • Dal 01/01/2013 al 31/12/2015 è salito a 65 anni e 3 mesi (3 mesi per l’incremento dell’aspettativa di vita)
  • Dal 01/01/2016 al 31/12/2017 è salito a 65 anni e 7 mesi (altri 4 mesi di incremento per l’aspettativa di vita)
  • Dal 01/01/2018 al 31/12/2018 è salito a 66 anni e 7 mesi (aumento di 1 anno stabilito nel decreto Salvaitalia)
  • Dal 01/01/2019 al 31/12/2020 salirà a 67 anni di età (altri 5 mesi di incremento per l’aspettativa di vita)

Nel corso del 2018 potranno essere liquidati assegni sociali solo a coloro i quali avevano già il requisito anagrafico ma non potevano far valere gli altri requisiti: limiti di reddito, residenza decennale storica, ecc.

FONTE: PATRONATO ACLI

4

Proroga sì, ma col freno. Il Bonus bebè resta, ma non nella formula strutturale che tutti si aspettavano. L’ultima Legge di Bilancio, in effetti, ne ha sì prolungato la validità, ma limitatamente al solo 2018, quindi – per intenderci – per le sole nuove nascite o adozioni avvenute tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018. A parte questo non vi è nulla di nuovo da registrare. Nulla in tutti i sensi: anzitutto il bonus, in questa sua nuova versione, viene di fatto depotenziato, perché passa dalla sua originaria formula triennale, restata in vigore fino allo scorso 31 dicembre, a una ben più “austera” formula annuale.

In pratica, se per i nati o adottati fra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, era stata disposta un’erogazione dell’assegno di natalità – previo requisito Isee – di durata triennale (il primo anno + i due successivi), diversamente, per i nati/adottati del 2018 l’Inps erogherà l’assegno soltanto nell’arco delle 12 mensilità successive al verificarsi dell’evento. Non solo. A parte questa “regressione” temporale, non è neanche detto che il beneficio venga rinnovato nel 2019. Quindi, in parole povere, le famiglie che di qui in avanti esporranno fiochi rosa o celesti alla porta di casa, non potranno far altro che navigare a vista. Dal prossimo anno l’erogazione dell’assegno potrebbe essere prorogata, come anche abrogata in via definitiva. Vedremo.

Nel frattempo possiamo ripassare le regole per beneficiare del bonus, visto che non sono cambiate. L’assegno (che non costituisce un reddito fiscalmente imponibile) viene concesso ai nuclei con reddito Isee non superiore ai 25.000 euro annui, per i bimbi nati o adottati nel 2018. Quantificando, l’assegno ammonta (per ciascun figlio) a 80 euro al mese per 12 mesi, quindi complessivamente a 960 euro a partire dalla nascita o dall’adozione del figlio.

Come fare domanda? Nella Circolare n. 93/2015 l’Inps indicava le modalità con cui inoltrarla, vale a dire:

  • via WEB – Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it – Servizi on line);
  • tramite Contact Center Integrato – numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
  • tramite Caf/Patronati, attraverso i servizi offerti dagli stessi (CAF ACLI è disponibile con tutte le sue sedi territoriali).

Da ricordare che la domanda va fatta entro 90 giorni dalla nascita o dall’adozione, altrimenti è considerata tardiva. Ovviamente l’erogazione dell’assegno partirà dal mese successivo a quello di inoltro della domanda, ma conterrà – se la domanda è stata effettivamente presentata entro il termine canonico dei 90 giorni – anche le mensilità arretrate a partire dalla nascita/adozione. Se invece la domanda verrà inoltrata tardivamente, cioè dopo lo scadere dei 90 giorni, l’erogazione partirà lo stesso, ma solo a decorrere dalla data di presentazione della domanda (se ad esempio un bimbo nasce a gennaio, ma i genitori inoltrano la domanda ad aprile, l’assegno verrà erogato solo per 9 mensilità cioè da aprile a dicembre).

 

FONTE: CAF ACLI

6

Da quest’anno il bonus renziano da 80 euro, che la Finanziaria di tre anni fa rese strutturale, cioè duraturo nel tempo, avrà margini di manovra un po’ più ampi. L’ultima Legge di Bilancio ha infatti innalzato a 24.600 euro (rispetto ai vecchi 24.000) la soglia di reddito entro la quale sarà possibile godere degli 80 euro pieni, avanzando di conseguenza a 26.600 euro (rispetto ai precedenti 26.000) il “confine” di applicazione complessiva del beneficio che, scavallati i 24.600 euro, non verrà azzerato ma andrà appunto decrescendo gradualmente fino alla soglia dei 26.600 euro. Aumentano insomma i destinatari che potranno contare su una busta paga un po’ più sostanziosa a fine mese. Questi vanno in primis individuati tra i lavoratori dipendenti o tra i soggetti che durante l’anno percepiscono redditi assimilati al lavoro dipendente. Ne sono quindi esclusi i redditi da pensione.

Ripercorriamo allora gli aspetti salienti del beneficio. Come si ricorderà è stato introdotto col Decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014 (articolo 1), in materia di “Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati”, con la finalità – spiegava l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 8/E 2014 –, “di ridurre nell’immediato la pressione fiscale e contributiva sul lavoro”, riconoscendo “un credito ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, la cui imposta lorda sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti”.

Nella sostanza il bonus corrisponde a un innalzamento della detrazione sul lavoro dipendente, e nel concreto si traduce in questo credito da 80 euro al mese, che però può decrescere a seconda del reddito conseguito annualmente. Fra l’altro il meccanismo prevede che l’erogazione sia parametrata al periodo di lavoro effettivo, ovverosia per godere degli 80 euro pieni, non basta che la propria soglia di reddito rispetti i requisiti summenzionati, ma che il rapporto di lavoro perduri per tutti e 12 i mesi. In pratica, portando a casa un reddito pari a 20.000 euro, quindi perfettamente compreso entro i 24.600 euro, ma avendo lavorato soltanto per sei mesi, il bonus subirà comunque un abbassamento rispetto ai canonici 80 euro.

Nel concreto, quindi: fino agli 8.000 euro annui, ovvero entro la soglia di esenzione fiscale dove non è prevista imposizione, il bonus è inapplicabile. Non potrebbe essere altrimenti, essendo il bonus una maggiorazione di detrazione. E le detrazioni, appunto, sussistono quando c’è un’imposta. Per coloro, invece, che si attestano fra gli 8.001 e i 24.600 euro annui, e che hanno un rapporto di lavoro non inferiore a 12 mesi, il bonus viene applicato nella sua formula piena, vale a dire 960 euro complessivi suddivisi in 12 tranches mensili da 80 euro l’una. Dopodiché c’è la terza fascia compresa tra i 24.601 e i 26.600 euro annui, entro la quale il bonus viene sì applicato, ma, come accennavamo, in misura decrescente fino al totale azzeramento sulla soglia dei 26.601 euro.

FONTE: CAF ACLI

L’orchestra fiati del Liceo musicale A. Lombardi di Airola   chiuderà con un concerto da camera, in programma per  Venerdì 19 gennaio 2018 presso il salone del convento di San Pasquale  ad Airola, la XVIII edizione di MusiCometaSannio, promossa e organizzata dall’Accademia Progetto Musica AcliArteSannio di Airola per la direzione artistica del M°Carmine Ruggiero con il coordinamento dei M° Pasquale Lanni e Massimo Amoriello.

L’evento, che si svolgerà a partire dalle ore 19, vedrà protagonista il gruppo musicale classificatosi al primo posto del “I° Concorso Internazionale Musica Samnium – Sezione Clarinetto” nella categoria “Musica d’Insieme Istituti di Istruzione Secondaria”, ideato e organizzato nel mese di Dicembre 2017 dalle Acliartespettacolo Sannite e dalle Acli Provinciali di Benevento.  La rassegna concertistica Musicometasannio, che da sempre ospita artisti e musicisti di rilievo nazionale ed internazionale posizionandosi ai vertici delle iniziative di settore, apre  quest’anno, con l’inserimento del concerto premio, uno spazio dedicato completamente ai giovani musicisti che con impegno e passione si dedicano a questa nobile arte.

Saranno presenti alla serata il Presidente delle Acli Provinciali di Benevento Danilo Parente, il Sindaco di Airola Michele Napoletano, il Vicesindaco Carmine Influenza, l’assessore alla cultura Dott.ssa Angelina Capone, la Dirigente dell’Istituto Lombardi Prof.ssa Marlina Cirillo e il Presidente della Pro Loco Dott. Ettore Ruggiero.

Il programma prevede l’esecuzione di brani tratti dal repertorio classico  e colonne sonore elaborate ed adattate all’organico strumentale dai M° P. Lanni e F. Mauriello. L’ensemble di fiati è composta:  al flauto Rebecca Massaro; al clarinetto Giuseppe Finelli, Guido Cecere, Deborah De Mizio; al sax contralto Walter Oliva De Lucia, Armando dello Jacovo, Libero  Saccone; al sax tenore Vittorio Napoletano, Antonio Santillo, Luca Cecere; al fagotto Rosario Ciambriello, Edoardo Morgillo; al corno Erasmo Petringa; alla tromba Mario Olrlacchio; alle percussioni Assunto Palazzo Cecere; Maestri orchestratori Pasquale Lanni, Luciano Corona, Antonio Luongo; Direttore Franco Mauriello. L’ingresso alla serata evento è libero.

 

 

16

Si è conclusa la mostra itinerante organizzata e promossa dalle Acli di Benevento e dedicata al Santo di Pietrelcina.
“Chiudiamo ufficialmente – dichiara il Presidente delle Acli Provinciali di Benevento, Avv. Danilo Parente – la mostra itinerante “La Santità Vera: Rispondere alla chiamata” che abbiamo realizzato in occasione del 130esimo anniversario dalla nascita di San Pio”.
“È stata una rassegna molto apprezzata con oltre 2.500 visitatori stimati che hanno avuto modo di seguire un percorso di vita, fatto di sofferenza e devozione, magistralmente tradotto nelle 24 opere del maestro Giovenale. La mostra ha preso il via, alla presenza dell’Arcivescovo di Benevento, S.E. Mons. Felice Accrocca, il 15 maggio scorso presso la sala “Santa Caterina” di Palazzo Paolo V per poi girare l’intera provincia sannita facendo tappa a Pietrelcina, Airola, Apollosa e Cautano”.
“La mostra – conclude il Presidente – è stata finanziata con il 5×1000 dell’Irpef – anno 2014 delle Acli Campania, guidate dal Presidente Filiberto Parente, che ringrazio per averne reso possibile l’attuazione”.

18
Con il messaggio  n. 5182 del 28 dicembre 2017 l’Inps ha annunciato che sul portale www.inps.it sarà disponile il Cassetto Previdenziale per il Lavoro Domestico, pensato per i datori di lavoro per tutte le informazioni e lefunzioni sul rapporto di lavoro. Consultabile anche attraverso cellulari, tablet e pc, attraverso questo strumento il datore di lavoro avrà la possibilità, tra le tante, di:
  • consultare i dati anagrafici del datore che sono registrati negli archivi centrali dell’Inps;
  • cercare e consultare il dettaglio dei rapporti di lavoro in stato Attivo, Cessato, in verifica presso la sede;
  • accedere direttamente alla home page del sito per la gestione del lavoro domestico.

 

FONTE: ACLI COLF

13

Sabato 13 gennaio entra in vigore il nuovo Regolamento per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Il lavoratore malato si reca dal medico curante che predispone certificato medico telematico con indicate diagnosi e prognosi di guarigione. È data facoltà di verifica di quanto certificato tramite le visite fiscali. L’Amministrazione può chiedere all’INPS (telematicamente e sin dal 1° giorno di assenza) la visita fiscale ma potrà provvedervi d’ufficio anche l’INPS.

Fasce di reperibilità

Per consentire le visite fiscali la legge dispone che il lavoratore ammalato si trovi presso il domicilio indicato nel certificato in determinate fasce orarie, tutti i giorni compresi nel periodo di prognosi, siano essi feriali, festivi o prefestivi.

  • dalle ore 09.00 alle ore 13.00
  • dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

Molti si aspettavano l’equiparazione delle fasce di reperibilità a quelle dei dipendenti del settore privato (10.00 – 12.00 e 15.00 – 17.00) ma questo non è avvenuto. La variazione dell’indirizzo di reperibilità durante il periodo di prognosi deve essere preventivamente comunicata alla propria Amministrazione. Non sono tenuti a rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti pubblici la cui assenza è riconducibile a:

  1. patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  2. causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al DPR 834/1981, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;
  3. stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Il lavoratore ammalato che non concorda con il parere del medico che effettua la visita fiscale deve dichiararlo immediatamente, il medico lo annoterà sul verbale che deve essere sottoscritto dal dipendente. Questi viene quindi invitato a sottoporsi a visita fiscale, nel primo giorno utile, presso l’Ufficio medico legale dell’INPS competente per territorio, per il giudizio definitivo. Se il dipendente si rifiuta di firmare il verbale, il medico fiscale informa tempestivamente l’INPS e predispone apposito invito a visita ambulatoriale.

 

 

 

FONTE: PATRONATO ACLI

11

Lo chiameremo il bonus dal “pollice verde”. È la new entry della Manovra 2018, dove ricorre, come in altri casi, il vincolo ai fabbricati esistenti (abitazioni private o complessi condominiali). Parliamo in pratica di una detrazione che andrà ad agevolare nella misura del 36% delle spese documentate, e fino a un massimo di 5mila euro di spesa per ogni unità immobiliare, gli interventi di sistemazione “di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni”. Quindi in particolare terrazzi, balconi, giardini condominiali, ma anche giardini pensili e messa a dimora di piante e arbusti. Uno sconto inedito che il legislatore ha previsto, al momento, solo per il 2018, e analogamente alle detrazioni su ristrutturazioni, mobili e risparmio energetico, non verrà goduto in un’unica soluzione, cioè in un solo 730, ma sarà rateizzato in dieci anni con altrettante rate di pari importo.

Per vederci più chiaro occorrerà aspettare che l’Agenzia delle Entrate o il MEF facciano uscire delle indicazioni più specifiche. Per ora il bonus, descritto com’è in Legge di Bilancio, suona abbastanza vago anche perché, riporta FiscoOggi.it, il legislatore ha stabilito che “vengano applicate alcune (non tutte quindi, ndr) delle disposizioni specificamente previste per la detrazione delle spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio”. Fra queste disposizioni FiscoOggi.it annovera il dimezzamento della detrazione in caso di interventi su aree verdi annesse ad unità residenziali adibite promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione, oppure la trasferibilità delle quote residue di bonus in caso di sopraggiunta cessione dell’immobile.

Resta da verificare l’aspetto del familiare convivente, cioè, se analogamente ai classici bonus 50-65%, anche quello “verde” conterrà questa clausola di trasferibilità a vantaggio di quanti, pur non essendo titolari di immobili abitativi, potranno comunque goderne avendo effettuato determinate spese agevolabili, ed essendo per l’appunto familiari conviventi di soggetti titolari.

C’è insomma da attendersi che l’Agenzia delle Entrate faccia uscire un’apposita guida illustrativa come accade da anni, e coi dovuti aggiornamenti, per tutte le altre forme di bonus fiscali inerenti alle unità abitative. Avranno chiaramente diritto alla detrazione i medesimi contribuenti che possiedono o detengono l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi e che hanno sostenuto le relative spese.

 

FONTE: CAF ACLI

12

Via libera alle agevolazioni prima casa se si acquista un nuovo immobile e lo si accorpa a uno vecchio pre-posseduto. L’indicazione arriva dalla Risoluzione dell’AdE n. 154/E del 19 dicembre, ove si analizza un caso di fusione catastale fra immobili acquistati in momenti differenti. Conditio sine qua non per accedere ai benefici fiscali, è la natura non di lusso del fabbricato, nel caso specifico dei fabbricati, visto che il documento AdE affronta addirittura la situazione di un contribuente alle prese con tre immobili: precisamente un’abitazione ubicata al secondo piano di una palazzina, acquistata nel 1997 usufruendo dell’agevolazione prima casa, un’altra abitazione ubicata al terzo piano, acquistata nel 2015 senza fruire stavolta delle agevolazioni, e di una terza abitazione ancora da acquistare.

In linea generale i benefici prima casa vengono riconosciuti a condizione che:

  • l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività;
  • ·nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare;
  • ·nell’atto di acquisto, l’acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni.

Stando quindi ai suddetti requisiti, la situazione del contribuente che ha posto l’interpello sembrerebbe proibitiva per accogliere la richiesta dei benefici prima casa anche in relazione all’imminente terzo acquisto.

 

FONTE: CAF ACLI