martedì 23 gennaio 2018
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PATRONATO ACLI

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Aggiornati gli importi delle retribuzioni minime 2018 di colf e badanti. Nel 2017 la rivalutazione delle retribuzioni minime era stata pari allo 0,1 %, per il 2018 è pari allo 0,8%: circa 5 euro mensili.

I nuovi minimali si applicano a partire dal 1° gennaio, quindi i nuovi valori minimali devono essere applicati anche per il calcolo della retribuzione delle scorse settimane di lavoro.

Attendiamo, ora, che l’INPS comunichi l’ammontare dei contributi previdenziali da versare per questa categoria di lavoratori a copertura delle assicurazioni IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti), disoccupazione, maternità, assegno al nucleo e infortuni/malattia professionale.

Di seguito la tabella dei minimi retributivi 2018. Le variazioni come indicato sono minime: comportano aumenti annui che possono andare dai 50 ai 100 euro.

FONTE: Patronato ACLI

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Martedì 31 gennaio è l’ultimo giorno utile per versare la quota di 12,91 euro del premio assicurativo INAIL che garantisce la tutela nel caso di infortuni domestici che causano gravi danni permanenti. Si ha diritto al risarcimento solo se l’invalidità permanente subita è pari o superiore al 27%.

La polizza è obbligatoria per tutte le persone che:

a) hanno un’età compresa tra i 18 e i 65 anni compiuti

b) svolgono il lavoro per la cura dei componenti della famiglia e della casa senza alcun vincolo contrattuale ed in modo abituale ed esclusivo.

L’obbligatorietà della polizza non riguarda tutte le donne che lavorano e che si occupano anche della casa e della cura della loro famiglia, ma tutti coloro i quali si occupano solo della casa e della cura della famiglia senza percepire compenso alcuno.

Sono obbligati ad iscriversi:

  • gli studenti anche se studiano e dimorano in una località diversa dalla città di residenza se si occupano dell’ambiente in cui abitano
  • tutti coloro che, avendo già compiuto i 18 anni, lavorano esclusivamente in casa per la cura dei componenti della famiglia (ad esempio ragazzi e ragazze in attesa di prima occupazione)
  • i titolari di pensione che non hanno superato i 65 anni
  • i lavoratori in mobilità
  • i cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia e non hanno altra occupazione
  • i lavoratori in cassa integrazione guadagni
  • i soggetti che svolgono un’attività lavorativa che non copre l’intero anno (lavoratori stagionali, lavoratori temporanei, lavoratori a tempo determinato).

Nell’ambito di uno stesso nucleo familiare possono essere assicurate più persone (ad esempio: madre e figlia).

Chi si trova in condizione economiche di disagio è esonerato dal pagamento del premio ed il costo dell’assicurazione è a carico dello Stato.

È esonerato dal pagamento del premio assicurativo contro gli infortuni in ambito domestico chi ha:

  1. un reddito personale complessivo lordo fino a € 4.648,11 annui
  2. fa parte di un nucleo familiare il cui reddito complessivo lordo non supera € 9.296,22 annui.

Non sono, invece, tenuti al pagamento del premio assicurativo:

  • i minorenni e gli over 65
  • i lavoratori socialmente utile (Lsu)
  • i titolari di una borsa lavoro
  • chi è iscritto a un corso di formazione e/o a un tirocinio
  • chi lavora part time
  • i religiosi 

Il premio assicurativo non è frazionabile e la quota va versata per intero entro il 31 gennaio.

L’iscrizione avviene mediante la compilazione del bollettino di pagamento del premio stesso.

Chi è tenuto ad iscriversi ma ha anche diritto al pagamento del premio a carico dello Stato deve inviare all’INAIL un’autocertificazione.

Presso gli uffici del Patronato Acli è possibile avere maggiori informazioni.

FONTE: PATRONATO ACLI

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In linea generale nel 2018 non aumenteranno i requisiti per andare in pensione. Il prossimo adeguamento alla variazione dell’aspettativa di vita scatterà nel 2019. Dall’anno prossimo, infatti, serviranno 5 mesi in più di età o di contributi (per la pensione anticipata, anche quella dei lavoratori precoci).

Facciamo insieme il punto per uno sguardo di insieme in particolare su pensione di vecchiaia e anticipata, con una particolare attenzione per la categoria dei “precoci” per i quali c’è un fondo stanziato e una scadenza precisa per la domanda.

Pensione anticipata

La pensione anticipata è legata al raggiungimento di una anzianità contributiva e le regole per la pensione anticipata per il prossimo anno corrispondono a quelle previste per il 2017: i requisiti rimangono gli stessi. C’è la novità dei lavoratori precoci che sono quei lavoratori che all’età di 19 anni già avevano maturato almeno 12 mesi di contributi e si trovano in determinate condizioni.

La pensione anticipata dunque nel 2018 si può ottenere se si possono far valere:

  • DONNE: 41 anni e 10 mesi di contributi (2176 settimane)
  • UOMINI: 42 anni e 10 mesi di contributi (2228 settimane)
  • PRECOCI (sia uomini che donne) in particolari condizioni: 41 anni di contributi (2132 settimane)

La pensione anticipata precoci è riconosciuta nei limiti dei Fondi annualmente stanziati e gli interessati debbono inoltrare domanda di certificazione dei requisiti per l’accesso al beneficio entro il 1 marzo 2018.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è, invece, legata al raggiungimento dell’età pensionabile e sarà di 66 anni e 7 mesi uguale sia per gli uomini che per le donne e uguale per i lavoratori dipendenti, per quelli pubblici ed anche per i lavoratori autonomi.

I requisiti 2018 per avere liquidata la pensione di vecchiaia sono:pensione di vecchiaia in presenza di contribuzione precedente al 1 gennaio 1996 (anche un solo contributo):

  • 66 anni e 7 mesi di età
  • Almeno 20 anni di contribuzione
  • pensione di vecchiaia in presenza di contribuzione solo successiva al 31 dicembre 1995 e per chi matura i requisiti nella Gestione Separata:
  • 66 anni e 7 mesi di età
  • almeno 20 anni di contribuzione
  • importo pensione non inferiore ad 1,5 volte l’assegno sociale (€ 679,50 mensili)
  • pensione di vecchiaia anticipata:
  • 63 anni e 7 mesi di età
  • almeno 20 anni di contribuzione
  • importo di pensione non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale (1.268,40 mensili)
  • pensione di vecchiaia contributiva:
  • 70 anni e 7 mesi di età
  • almeno 5 anni di contribuzione

Quelle che abbiamo descritto sono solo le principali possibilità di pensionamento del 2018. Ne esistono certamente altre: le prestazioni pensionistiche sono molte. Ci sono ad esempio le pensioni di vecchiaia e anticipate in regime di cumulo, le pensione di vecchiaia e di anzianità in totalizzazione, le pensioni di vecchiaia supplementare, le pensioni in salvaguardia, le pensioni dei lavoratori addetti a mansioni usuranti. Esistono l’istituto dell’APe sociale e quello dell’APe volontario che sono stati introdotti per la prima volta nel 2017 e ci sono le prestazioni pensionistiche legate alla tutela dell’invalidità.

Per individuare le possibilità di pensionamento utile o il trattamento previdenziale più favorevole in ogni singolo caso è opportuno studiare attentamente la posizione contributiva insieme ad un esperto operatore di patronato che saprà consigliare la migliore soluzione e offrire una consulenza personalizzata. I nostri uffici sono a tua disposizione per un appuntamento o per una visita.

FONTE: PATRONATO ACLI 

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La legge di Bilancio 2018 ha stabilito che da quest’anno i trattamenti pensionistici saranno effettuati il primo giorno bancabile di ciascun mese, o il giorno successivo se si tratta di giornata festiva o non bancabile, con un unico mandato di pagamento, fatta eccezione per il mese di gennaio nel quale l’erogazione sarà ancora eseguita il secondo giorno bancabile. 

Il calendario dei pagamenti per il 2018 sarà quindi il seguente:

Mese Poste Italiane Istituti di Credito
Gennaio Mercoledì 3 Mercoledì 3
Febbraio Giovedì 1 Giovedì 1
Marzo Giovedì 1 Giovedì 1
Aprile Martedì 3 Martedì 3
Maggio Mercoledì 2 Mercoledì 2
Giugno Venerdì 1 Venerdì 1
Luglio Lunedì 2 Lunedì 2
Agosto Mercoledì 1 Mercoledì 1
Settembre Sabato 1 Lunedì 3
Ottobre Lunedì 1 Lunedì 1
Novembre Venerdì 2 Venerdì 2
Dicembre Sabato 1 Lunedì 3

 

Le date indicate si applicano:

  • per i pagamenti mensili ai beneficiari di tutte le prestazioni (pensioni, assegni di invalidità, rendite, indennità di accompagnamento);
  • per le prime liquidazioni delle prestazioni di accompagnamento all’esodo (isopensioni)
  • per le prime liquidazioni delle pensioni in totalizzazione con Enti e Casse diversi da INPS.
  • per tutti i pagamenti in favore di terzi di quote di pensione.

FONTE: PATRONATO ACLI

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Sabato 13 gennaio entra in vigore il nuovo Regolamento per lo svolgimento delle visite fiscali e per l’accertamento delle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Il lavoratore malato si reca dal medico curante che predispone certificato medico telematico con indicate diagnosi e prognosi di guarigione. È data facoltà di verifica di quanto certificato tramite le visite fiscali. L’Amministrazione può chiedere all’INPS (telematicamente e sin dal 1° giorno di assenza) la visita fiscale ma potrà provvedervi d’ufficio anche l’INPS.

Fasce di reperibilità

Per consentire le visite fiscali la legge dispone che il lavoratore ammalato si trovi presso il domicilio indicato nel certificato in determinate fasce orarie, tutti i giorni compresi nel periodo di prognosi, siano essi feriali, festivi o prefestivi.

  • dalle ore 09.00 alle ore 13.00
  • dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

Molti si aspettavano l’equiparazione delle fasce di reperibilità a quelle dei dipendenti del settore privato (10.00 – 12.00 e 15.00 – 17.00) ma questo non è avvenuto. La variazione dell’indirizzo di reperibilità durante il periodo di prognosi deve essere preventivamente comunicata alla propria Amministrazione. Non sono tenuti a rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti pubblici la cui assenza è riconducibile a:

  1. patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  2. causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al DPR 834/1981, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;
  3. stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Il lavoratore ammalato che non concorda con il parere del medico che effettua la visita fiscale deve dichiararlo immediatamente, il medico lo annoterà sul verbale che deve essere sottoscritto dal dipendente. Questi viene quindi invitato a sottoporsi a visita fiscale, nel primo giorno utile, presso l’Ufficio medico legale dell’INPS competente per territorio, per il giudizio definitivo. Se il dipendente si rifiuta di firmare il verbale, il medico fiscale informa tempestivamente l’INPS e predispone apposito invito a visita ambulatoriale.

 

 

 

FONTE: PATRONATO ACLI

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In caso di decesso di un genitore hanno diritto alla pensione ai superstiti il coniuge ed i figli minori, indipendentemente dalla loro capacità di essere economicamente autosufficienti. La quota di pensione ai superstiti spetta anche ai i figli maggiorenni che non svolgano attività lavorativa e al momento del decesso siano:

  • inabili e a carico del genitore deceduto
  • studenti fino a 21 anni in caso di frequenza di scuola media o professionale
  • studenti universitari per tutta la durata del corso legale di laurea, ma non oltre il 26° anno di età.

I figli maggiorenni studenti devono risultare a carico del genitore al momento del decesso e non devono prestare attività lavorativa. Quando si parla di “figlio a carico” ai fini del diritto alla quota di reversibilità non ci si riferisce al concetto di familiare fiscalmente a carico.

Si ha un figlio maggiorenne a carico tutte le volte che il genitore provvede al mantenimento del figlio (requisito presunto in caso di convivenza) e quando il figlio risulta non avere autosufficienza economica e quindi quando il genitore provvede con continuatività alle necessità quotidiane del figlio. Il figlio studente deve risultare iscritto a un corso del secondo ciclo di istruzione e di formazione professionale o al sistema universitario, Afam (Conservatori di musica), Its (Istituti tecnici superiori).

Non viene meno il diritto alla pensione di reversibilità, in linea generale, neanche per lo studente iscritto ai singoli corsi, in Erasmus, o per quello iscritto a un master universitario o che frequenti un corso di Dottorato di Ricerca (sempre nei limiti del 26° anno di età).

Per quanto riguarda gli universitari all’estero non hanno minori diritti rispetto agli altri studenti ma è necessario che gli uffici regionali del Miur indichino a quale percorso dell’ordinamento italiano corrisponde il corso di studio svolto all’estero.

FONTE: ACLI NAZIONALI

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L’11 dicembre scorso sono state attivate le procedure di liquidazione dell’indennità Ape social: lo ha annunciato l’INPS con il Messaggio n. 4947, che ha fissato anche i termini di pagamento dell’indennità. L’INPS ha previsto pagamenti già dal 22 dicembre prossimo.

Vediamo insieme il calendario.

Prestazioni liquidate entro le 12 del giorno 19 dicembre 2017 – Per queste indennità il pagamento sarà effettuato con data 22 dicembre e ricomprenderà i ratei dal mese di decorrenza dell’ape social al mese di dicembre 2017. Se l’importo lordo erogato il 22 dicembre non supera i 10.000 euro il rateo di gennaio sarà in pagamento con data 20 gennaio, diversamente sarà erogato insieme al rateo di febbraio.

Prestazioni liquidate dal 19 dicembre 2017 al 9 gennaio 2018 – Il pagamento degli arretrati unitamente alla mensilità di gennaio 2018, sarà effettuato il 20 gennaio 2018.

Prestazioni liquidate successivamente al 9 gennaio 2018 – Il pagamento seguirà le normali regole.

Tassazione dell’indennità – Ricordiamo che l’indennità Ape social è una prestazione soggetta ad Irpef, pertanto l’importo erogato sarà soggetto a trattenuta fiscale.

Le somme erogate con data 22 dicembre saranno soggette alla tassazione ordinaria, così come i ratei successivi. Le somme erogate a titolo di arretrati per Ape social liquidata dal 19 dicembre al 09 gennaio avranno i ratei maturati entro il 31/12/2017 soggetti a tassazione separata, mentre quelli maturati nel 2018 soggetti a tassazione ordinaria.

 

FONTE: PATRONATO ACLI

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In caso di decesso di un genitore hanno diritto alla pensione ai superstiti il coniuge ed i figli minori, indipendentemente dalla loro capacità di essere economicamente autosufficienti.

La quota di pensione ai superstiti spetta anche ai i figli maggiorenni che non svolgano attività lavorativa e al momento del decesso siano:

inabili ed a carico del genitore deceduto o

studenti

fino a 21 anni in caso di frequenza di scuola media o professionale

– e per tutta la durata del corso legale di laurea, ma non oltre il 26° anno di età se universitari.

I figli maggiorenni studenti devono risultare a carico del genitore al momento del decesso e non devono prestare attività lavorativa.

Il figlio studente deve risultare iscritto ad un corso del secondo ciclo di istruzione e di formazione professionale o al sistema universitario, Afam (Conservatori di musica) ITS (Istituti tecnici superiori).

Nel caso di corsi presso istituti non statali è necessario che gli uffici Regionali del Ministero dell’istruzione, università e ricerca (MIUR) confermino la natura paritaria o non paritaria della scuola frequentata (per ciascun singolo anno di frequenza).

Nel caso di frequenza di corsi professionali, la Regione è invece chiamata a confermare l’equiparabilità ai corsi scolastici la frequenza di questi corsi di formazione professionale.

Erasmus

Non viene meno il diritto alla pensione di reversibilità, in linea generale, neanche per lo studente iscritto ai singoli corsi, in Erasmus, o per quello iscritto a un master universitario o che frequenti un corso di Dottorato di Ricerca (sempre nei limiti del 26° anno di età).

Universitari all’estero

Non hanno minori diritti rispetto agli altri studenti ma è necessario che gli uffici regionali del MIUR indichino a quale percorso dell’ordinamento italiano corrisponde il corso di studio svolto all’estero.

FONTE: PATRONATO

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Dici “ristrutturazione” e lo sconto su arredi/elettrodomestici è lì a due passi. Tanto vale allora rinnovare, dopo infissi e tubature, anche letti, armadi, frigo e lavatrici, approfittando della proroga disposta in Legge Di Bilancio che proietta fino al 31 dicembre 2018 sia la detrazione al 50% sui lavori edili, sia quella applicata all’acquisto dei mobili. La condizione, però, per assicurarsi lo sconto sugli acquisti effettuati nel 2018 è che i lavori abbiano avuto inizio dal 1° gennaio 2017 e che ovviamente abbiano riguardato lo stesso appartamento cui sono destinati i mobili/elettrodomestici.

Com’è noto, per applicare il bonus mobili, è sì necessaria la presenza a monte di un intervento di ristrutturazione o manutenzione straordinaria, ma non è richiesta una “contiguità” logica fra l’intervento stesso e il nuovo mobile/elettrodomestico. L’acquisto di arredi ed elettrodomestici di classe A+/A (purché nuovi) è agevolabile anche se detti beni sono destinati all’arredo di un ambiente diverso da quello dove si sono svolti gli interventi. Ad esempio: se ristrutturo il bagno o la sala da pranzo, nulla mi vieterà di detrarre l’acquisto di un letto matrimoniale, a patto comunque che il letto sia destinato alla stessa casa dov’è avvenuta la ristrutturazione del bagno.

 

Oltretutto, in deroga alla norma generale che obbliga al versamento con bonifico “parlante” (si vedano gli articoli su bonus 50% e bonus 65%), per le sole spese che riguardano mobili ed elettrodomestici si potrà anche pagare tramite carte di credito o di debito, a patto di conservare la relativa documentazione. Farà dunque fede la data di emissione del bonifico o dell’utilizzo della carta di credito o di debito, qualora si scelga questa seconda modalità di pagamento. Da tener presente che lo sconto massimo ottenibile resta fisso a 5mila euro (spalmabili in 10 rate annuali di pari importo), essendo la soglia massima di spesa suscettibile di detrazione pari a 10mila euro.

FONTE: CAF ACLI

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Il 20 dicembre 2017 è il termine finale per la presentazione, da parte del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola impiegato a tempo indeterminato, delle domande di “cessazione” con effetto dal 1° settembre 2018.

Il termine deve essere rispettato da chi:

  1. a)intende accedere alla pensione con decorrenza 1° settembre 2018:
  2. b)da chi intende cessare – per qualsiasi motivo, anche senza i requisiti per la pensione – al 31/08/2018
  3. c)da chi vuole presentare istanza di:
  • trattenimento in servizio per il raggiungimento del minimo contributivo” (pensioni di cui ai punti 1 e 5)
  • revoca di domande di cessazione/dimissioni o trattenimento in servizio già inoltrate;
  • trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con liquidazione di pensione anticipata (purché under 65 anni) ex DM 29/07/1997, n. 331
  • “trattenimento in servizio” per il personale impegnato in innovativi progetti didattici internazionali in lingua straniera.

Ricordiamo che non è necessario inoltrare anche la domanda di pensione entro il 20 dicembre prossimo.

Ricordiamo ancora che i dirigenti scolastici hanno una diversa data di scadenza (28 febbraio 2018)

Gli sportelli dedicati ai dipendenti pubblici del Patronato Acli sono a disposizione per chiarimenti, delucidazioni ed assistenza.

 

FONTE: PATRONATO