martedì 24 ottobre 2017
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Settimana del Benessere Psicologico

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depressione-oms-1Quest’anno il tema della Giornata mondiale della Salute, che si celebrerà il 7 aprile, sarà la depressione, una patologia in crescita in tutto il mondo e di cui si è manifestato un aumento dei casi del 20%  negli ultimi dieci anni. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne soffrono ben 322 milioni di persone, pari al 4,4% della popolazione mondiale, con un’incidenza più elevata tra le donne (5,1%) rispetto agli uomini (3,6%). La depressione è considerata la seconda causa di disabilità nel panorama delle malattie fisiche e psicologiche, successiva all’infarto.
Per celebrare questa Giornata, l’OMS ha proposto lo slogan “Depressione, parliamone” (Depression: Let’s talk), con l’obiettivo di incoraggiare chi ne soffre a parlarne e a cercare un aiuto.
La depressione rientra nel cluster dei disturbi dell’umore. Nella maggior parte dei casi i sintomi mostrati sono frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza e tendenza a non provare piacere nelle comuni attività quotidiane. Le persone che ne soffrono vivono in una condizione di costante malumore e con pensieri negativi e pessimisti circa se stessi e il proprio futuro.
Questa  patologia compromette non solo la vita affettiva e sociale, ma anche quella lavorativa, intervenendo in modo significativo sullo stile di vita abitudinario.
Le cause possono essere molteplici, tra cui ereditarietà, lutti familiari, ambiente, ecc. Tuttavia, le ricerche mostrano due fattori di rischio preponderanti: biologico e psicologico. Il fattore biologico riguarda una maggiore predisposizione genetica verso la depressione con cui nascono alcune persone.
Il fattore psicologico fa riferimento alle esperienze e ai comportamenti appresi nel corso della propria storia di vita che possono rendere vulnerabili alla depressione.
“Depressione. Parliamone!” è un invito alla consapevolezza della manifestazione della malattia, in quanto, in questo modo, diventa più facile, sia per il malato che per i suoi familiari, poter chiedere e ricevere aiuto.