martedì 24 ottobre 2017
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Violenza donne

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Manifesto Coordinamento DonneLa giornata internazionale della donna è stata sancita per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne nel mondo, ma anche per ricordare le violenze e i soprusi che altrettante subiscono tuttoggi.  La festa della donna si celebra in moltissime parti del mondo, tra i quali troviamo l’Ecuador, dove le donne hanno un parco a loro dedicato, il Perù, presso il quale le donne organizzano feste nelle quali gli uomini non sono ammessi, e l’Africa, in particolare nei paesi nei quali le donne hanno assunto una forte importanza combattendo per i loro ideali.
L’8 insieme. Contro la violenza sulle donne. #nessunoescluso è lo slogan scelto dal Coordinamento Donne delle Acli Nazionale in occasione della Festa della donna.

 

Per tutte le violenze consumate su di Lei,

per tutte le umiliazioni che ha subito,

per il suo corpo che avete sfruttato,festa-della-donna-2015

per la sua intelligenza che avete calpestato,

per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,

per la libertà che le avete negato,

per la bocca che le avete tappato,

per le ali che le avete tagliato,
per tutto questo:
in piedi, Signori, davanti ad una Donna
”.

William Shakespeare

 

L’8 marzo si celebra la Giornata Internazionale della Donna, una ricorrenza che permette di ricordare come dall’inizio dei tempi il ruolo della donna sia sempre stato discriminato rispetto a quello dell’uomo.

Ancora oggi, in una società che si fa portavoce ed aperta sostenitrice dei diritti di uguaglianza e libertà, ritroviamo nel binomio uomo-donna una serie di stereotipie e luoghi comuni che vedono, in talune realtà, la figura maschile dominante, nei contesti domestici, lavorativi e familiari e la figura femminile sottomessa al volere della società che la riconosce nei ruoli di “figlia”, “moglie”, “madre”, e non le riconosce la sua primaria natura di Donna.

Oltre alla violenza fisica, la donna ha dovuto, e continua a subire e a dover resistere ad altre forme di soprusi e ingiustizie, svolte ai suoi danni all’interno del focolare domestico e della comunità: l’umiliazione di essere sempre considerata “meno” rispetto all’altro sesso, con minori opportunità di carriera, minor salario, minor possibilità di crescita professionale; lo sfruttamento del suo corpo, spesso esposto alla mercé di uomini senza valore; la violenza psicologica che subisce ogni qualvolta è costretta a dover scegliere tra famiglia e lavoro.

La donna ha sempre dovuto lottare per far sentire la propria voce, per far sì che quelli che dovrebbero essere diritti garantiti all’essere in quanto umano, venissero a lei riconosciuti allo stesso modo degli uomini.

Nel 1907 Ernestina Prola fu la prima donna italiana ad ottenere la patente, nel 1908 Emma Strada si laureò in Ingegneria, nel 1912 Teresa Labriola si iscrisse all’Albo degli Avvocati e Argentina Altobelli e Carlotta Chierici vennero elette al Consiglio Superiore del lavoro. Queste donne hanno raggiunto conquiste fondamentali, permettendo di lì in poi a tutte le altre di poter considerare le stesse come diritti indiscutibili.

Le donne sono entrate nella storia, rivoluzionandola, facendo valere il loro diritto primario di essere libere, dove la principale forma di libertà resta sempre quella della scelta.

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Giornata-mondiale-contro-la-violenza-sulle-donneIl 25 Novembre torna la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza sulle donne. Tale data non è stata scelta a caso: infatti, fu stabilita in ricordo delle tre sorelle Mirabal che nel 1960 furono vittime di uno degli assassini più crudi e violenti per aver tentato di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo, il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

Nel 2013, in Italia, si è avuta una vittima ogni due giorni, 179 donne uccise: un anno nero per i femminicidi, secondo il rapporto Eures. Aumentano al Sud (+27% nel 2013) e raddoppiano al Centro, mentre il Nord detiene il record di uccisione di donne in famiglia.
Secondo uno studio del 2013 della World Health Organization, la violenza fisica o sessuale colpisce più di un terzo delle donne nel mondo (35%), e quella domestica, inflitta dal partner, è la forma più comune (30%). Il Paese dove le donne sono più a rischio è il Sud-est asiatico, dove più della metà (58,8%) degli omicidi avviene per mano di mariti, fidanzati o compagni. A seguire, i Paesi ad elevato reddito (41,2%), tra questi vi è anche l’Italia, le Americhe (40,5%) e infine l’Africa (40,1%).

Di fronte a questi dati sempre più allarmanti, il 25 Novembre vuole essere, dunque,  una giornata completamente dedicata ad un’attenta riflessione su tali problemi, sollecitando tutti alla responsabilità, al rispetto delle persone, a una maggiore tutela e cura in ogni momento e luogo.