USACLI. Andrea Bartali a Benevento

USACLI. Andrea Bartali a Benevento

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ANDREA BARTALILunedì 27 Ottobre 2014 Andrea Bartali sarà a Benevento per dare inizio ad una serie di manifestazioni di avvicinamento alla 9a tappa del 98° Giro d’Italia, in programma il 17 maggio 2015 con partenza da Benevento e arrivo a San Giorgio del Sannio.

Il figlio dell’indimenticabile campione Gino con il direttore Carmine Castellano e alcuni componenti del comitato tappa tra i quali Nicola Antonelli (Coordinatore del Comitato Tappa) e Antonio Meola (Coordinatore Quartier Tappa) saranno ricevuti, in serata,  dal sindaco del comune di Ponte  Mario Meola e dall’intero Consiglio Comunale nell’aula consiliare.

A Ponte, riconosciuto come naturale luogo d’incontro e di discussione, bel sintetizzato nel toponimo Ponte, luogo che unisce le due sponte,  si parlerà  di Gino Bartali come atleta e come eroe, prendendo spunto dal documentario “My Italian Segret/Gli eroi dimenticati” del regista statunitense Oren Jacoby, presentato al Festival di Roma, che iniziò la sua missione di pace salvando un migliaio di persone tra le quali tantissimi ebrei.

“Sarà una grande emozione parlare di Gino Bartali con il figlio Andrea – commenta il sindaco Meola – sono passati 100 anni dalla nascita e ricordiamo le sue immemorabili vittorie  come i tre giri d’Italia, due Tour de France, due giri di Svizzera, quattro Campionati Italiani, quattro Milano-Sanremo, tre giri di Lombardia, tre giri del Piemonte e cinque giri della Toscana, sua terra natia. Bisogna ricordarlo anche come l’uomo eroe, quando nella seconda guerra mondiale, percorrendo le strade della Toscana, fingendo di allenarsi, nascosti nel telaio della bici, portava documenti che avrebbero permesso a decine di perseguitati ebrei di scappare dalla barbarie dello sterminio e di salvarsi. Tutta questa storia, da uomo umile, è stata tenuta nascosta e solo nel 2013, qualche anno dopo la sua morte, è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni e il suo nome è stato inserito nel Giardino dei Giusti allo Yad Vahem a Gerusalemme, un riconoscimento per i non ebrei che hanno rischiato la vita per salvare quella anche di un solo ebreo durante le persecuzioni naziste”.

“I valori dello sport – conclude Meola – espressi da Bartali, come quelli dell’assenza di razzismo, della correttezza morale e dell’impegno verso gli altri, sono un bell’esempio anche per tutti i giovani che praticano attività sportiva  sia a livello amatoriale che agonistico”.

All’ospite, a conclusione della serata, saranno consegnati una targa ricordo della manifestazione e alcuni prodotti tipici locali.