Famiglia e società: fra vulnerabilità e futuro. L’evento Acli Benevento.

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Ricco di interventi e di riflessioni l’incontro dal titolo “Famiglia e società: fra vulnerabilità e futuro. Tuteliamo i diritti” organizzato dalle ACLI Provinciali di Benevento, in collaborazione con l’Università Giustino Fortunato, il CSV Irpinia-Sannio, lo Sportello “Noi in Ascolto”, l’Unione Giuristi Cattolici Italiani ed il Simposio Immigrati. L’evento, finanziato con il 5×1000 Irpef 2017, si è tenuto mercoledì 29 luglio ed è stato diffuso digitalmente a causa delle restrizioni da emergenza Covid-19.

L’iniziativa promossa dalle ACLI Provinciali di Benevento è stata occasione per condividere riflessioni sullo stato di salute della famiglia italiana e come questa istituzione si evolve ed adatta nella società contemporanea. “Il tema della famiglia – ha commentato l’Avv. Danilo Parente, Presidente ACLI Provinciali di Benevento – è di grande attualità, la famiglia resta il nucleo della società anche se questa è in continua trasformazione. Gli ultimi mesi e il Lockdown in particolare hanno imposto alle famiglie italiane una condizione senza precedenti, condizione in cui i rapporti sono stati messi a dura prova soprattutto quelli già travagliati. La nostra riflessione ha preso spunto anche da questo dato e si è spinta fino a verificare se ci sono strumenti che consentono di aiutare le famiglie a superare i problemi che si pongono davanti”.

Dopo i saluti istituzionali di Filiberto Parente, Presidente Simposio Immigrati di Benevento, e dell’avv. Elena Merola, responsabile dello Sportello “Noi in Ascolto”, sportello aclista costituito da diversi professionisti che spaziano dal diritto alla psicologia; ha fatto una riflessione sul ruolo degli operatori del diritto in riferimento all’evoluzione Famiglia-Società l’avvocato Stefania Pavone, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Benevento.

“Le problematiche connesse e che attraversano le nostre famiglie – ha dichiarato l’avvocato Stefania Pavone – si sono sicuramente amplificate durante l’emergenza Coronavirus e il conseguente confinamento domestico. Come professionisti e come Ordine siamo stati molto impegnati e anche in prospettiva futura abbiamo diverse iniziative in cantiere, soprattutto di carattere formativo, che mettono al centro il tema della famiglia. Un nostro specifico obiettivo, infatti, è quello di formare professionisti, in particolare gli avvocati familiaristi, sempre più attenti a un diritto di famiglia che è in continua evoluzione”.

Interventi di particolare rilevanza quelli dei tre studiosi dell’Università Giustino Fortunato, che tra l’altro ha collaborato all’organizzazione dell’evento. Il Magnifico Rettore dell’Università Giustino Fortunato, il professore Giuseppe Acocella, si è interrogato sulla persistenza o meno della funzione sociale della famiglia, intesa come progetto comune e responsabilità di coppia. “La famiglia è stata la formazione sociale per eccellenza su cui si è edificata la nostra società, negli ultimi anni si evidenzia la crisi del matrimonio e senza matrimonio la famiglia fa difficoltà ad essere. C’è un paradosso – ha argomentato Acocella -, invochiamo la famiglia come comunità educante però allo stesso tempo non ne valorizziamo le radici, ovvero il matrimonio”.

Elvira Martini, Professoressa Associata di Sociologia Unifortunato è intervenuta sul rapporto che intercorre tra la famiglia e le reti digitali, snocciolando dati interessanti del Rapporto Cisf 2018 che disegna i nuovi profili delle famiglie italiane. “Nella società digitale in cui viviamo – ha evidenziato la Professoressa Martini – è necessario distinguere le relazioni dalle connessioni. Inoltre, è particolarmente interessante la definizione di famiglia ibridizzata che disegna un nuovo profilo di famiglia che è sempre più connessa digitalmente”.

Paolo Paolumbo, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani Benevento e Professore straordinario di diritto ecclesiastico Unifortunato ha posto l’accento del suo intervento su questioni di natura giuridica. “La sfida che noi giuristi abbiamo avanti – ha infatti commentato Palumbo – è quella di superare la vulnerabilità del sistema giuridico interno, l’operatore del diritto quando si relaziona al tema famiglia deve sempre avere come punti di riferimento sia i principi enunciati dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo nonché i principi della nostra Carta Costituzionale impegnandosi a coniugare il rispetto della dignità della persona con quei doveri nascenti dalla solidarietà che tende al bene comune”.

Il Direttore Nazionale Servizio Civile Universale ACLI Nazionali, Mauro Perotti, ha invece fatto luce su come sia possibile inserire il tema della famiglia all’interno delle tante progettualità messe in campo dal servizio civile. “Con il servizio civile – ha argomentato Perotti – diamo la possibilità a tanti giovani di fare apprendimento anche non formale. Con il recente Family Act sono previste misure di sostegno alla genitorialità, dal 2010 come Acli abbiamo abbiamo presentato centinaia di progetti di servizio civile che vertevano sul tema della famiglia”.

Ha invece chiesto un intervento maggiore e più qualificato dello Stato italiano Antonello Foderaro, Direttore del Dipartimento di diritto canonico della PFTIM di Napoli: “Lo Stato dovrebbe tenere maggiormente in considerazione il problema della famiglia, le politiche per la famiglia sono concepite come interventi di risoluzione di problemi e non come apertura di prospettive o di rilancio di risorse utili per le famiglie”.