Decreto Flussi, le Acli di Benevento al fianco del presidente Manfredonia: “Fallimento che alimenta il sommerso”

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“Il click day è un fallimento che di fatto genera gravi ingiustizie, lavoro nero e clandestinità”: le Acli provinciali di Benevento condividono il pensiero espresso dal presidente nazionale Emiliano Manfredonia sul Decreto Flussi che ogni anno permette ai datori di lavoro interessati di assumere personale dall’estero. Per il 2023 il Ministero dell’Interno ha messo a disposizione 136.000 quote di ingresso: al termine della fase di precompilazione, risultavano inserite 607.904 istanze. Numeri che trasformano l’invio delle istanze in un terno al lotto, nonostante si abbiano quasi sempre tutti i requisiti per ottenere il lavoro e il titolo di soggiorno.

Un intasamento che ha generato disguidi tecnici rispetto alle domande inviate agli uffici del patronato di Benevento, per cui si rende necessario ribadire l’appello del nostro vertice nazionale, ad abbandonare la logica emergenziale delle attuali politiche di immigrazione a favore di un ri-disegno della legge quadro sull’immigrazione: “Chiediamo l’introduzione di visti per ricerca lavoro e di meccanismi di regolarizzazione di persone già presenti in Italia con proposte lavorative concrete. Serve una riforma che sia strutturale, di sviluppo e di ampio respiro. La mobilità umana è un dato di fatto, la crisi demografica e la sostenibilità dei nostri sistemi economici un’evidenza: fattori che indicano chiaramente la necessità di mettere nel cassetto innanzitutto la Bossi-Fini”.

Gli uffici del Patronato Acli di Benevento restano a completa disposizione dell’utenza fornendo impegno e precisione nella preparazione delle istanze che ogni anno si arricchiscono di nuovi documenti da produrre e nuovi costi da sostenere: “Un’esperienza frustrante, perché davanti si hanno le storie e le speranze di migliaia di persone che sognano una vita migliore, ma anche le aspettative delle aziende che su quelle risorse programmano la propria attività produttiva e le famiglie che a quella persona affidano gli affetti più cari”.